
Due navi della Marina Militare italiana, la Crotone e la Rimini, sono partite ieri dal porto di Augusta dirette verso la base italiana di Gibuti. nel Corno d’Africa.
Gibuti si trova in un’area che rappresenta il crocevia strategico per le linee di comunicazione marittime che dal Mediterraneo sono dirette, attraverso il Canale di Suez, verso il Golfo Persico ed il Sud Est asiatico.
Si tratta di due cacciamine della classe Gaeta o Lerici 2, unità specializzate nella bonifica delle acque da ordigni, di base a La Spezia, arrivate ad Augusta da qualche settimana, che potrebbero raggiungere l’area del golfo di Hormuz in circa un mese.
Mercoledì scorso il ministro della Difesa Crosetto, nel suo intervento in Parlamento aveva annunciato la missione.
“Laddove scoppiasse la pace, servirebbe quasi un mese di navigazione a tutte le unità delle nazioni alleate per raggiungere il Golfo.
In via precauzionale stiamo così predisponendo che due unità cacciamine si posizionino relativamente più vicine allo Stretto”.
Crosetto ha anche chiarito quali sono i paletti dell’intervento italiano.
“Serve una legittima cornice giuridica internazionale e l’accordo di tutte le parti interessate: chiaramente una missione di qualunque tipo deve prevedere l’accordo di tutti i Paesi che ci sono in quella zona, perché se l’Iran non fosse d’accordo non sarebbe una missione che può andare pacificamente. In tal caso si rischierebbe di essere bombardati e siccome non andiamo lì con assetti per fare la guerra, non potremmo rischiare.
Quindi è necessario che ci sia una pace, una tregua condivisa, perché altrimenti non può esserci una missione di questo tipo”.
La missione delle sue navi, che saranno raggiunte dall’Atlante, una nave di supporto logistico, e dalla Montecuccoli, un incorociatore leggero, una nave da combattimento con sistemi di difesa aerea, rappresenta il contributo dell’Italia all’iniziativa dei cosiddetti ‘volenterosi’, il gruppo di una ventina di nazioni che hanno dato disponibilità ad intervenire ad Hormuz, area a forte pericolo per le mine depositate dalle forze iraniane.
In totale gli equipaggi delle quattro navi coinvolte comprendono circa 400 uomini, di questi 51 sono sulla Rimini e 44 sulla sulla Crotone.
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