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Augusta | Porto escluso dal Recovery Plan, per la Cgil servono progetti esecutivi, la Uil invoca un’azione unitaria.

18 Gennaio 2021 | by Redazione Webmarte
Augusta | Porto escluso dal Recovery Plan, per la Cgil servono progetti esecutivi, la Uil invoca un’azione unitaria.
Sindacale
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Tavolo tecnico sul Recovey Plan stamattina tenuto stamattina, in modalità on line, tra il sindaco, Giuseppe Di Mar con i sindacati. “Servono progetti certi, in avanzata fase esecutiva e velocemente cantierabili” dice Alosi segretario della Cgil. “Il porto di augusta, struttura strategica nel mediterraneo ma dimenticata dal Recovery Plan. serve un’azione unitaria di istituzioni e parti sociali” dichiara Luisella Lionti, commissaria della Uil di Siracusa-Ragusa-Gela e segretaria organizzativa della Uil Sicilia.

Tavolo tecnico, stamattina, tra il sindaco, Giuseppe Di Mare e le organizzazioni sindacali per discutere dell’esclusione del porto megarese dal piano  piano   nazionale   di   ripresa   e resilienza ( Recovery Plan). “Servono progetti certi, in avanzata fase esecutiva e velocemente cantierabili. Altresì, occorrono compartecipazione di risorse e valutazione   credibile   dell’impatto   sulla   crescita   e   sull’occupazione.   Il   tutto entro   il   2026.     Un   cronoprogramma   stringente   che   non   lascia   spazio   a fraintendimenti   ed   ambiguità.   Il   piano   nazionale   di   ripresa   e resilienza (Recovery Plan) non ammette deroghe o ritardi”.  Lo dichiara Roberto Alosi, segretario generale della Cgil Siracusa sottolineando che: “sparito dal radar della proposta nazionale di progettualità di ripresa, il porto di Augusta rischia di andare incontro ad una sorte di tempesta perfetta per la sovrapposizione fra la fragilità del proprio progetto di rilancio in chiave Hub, L’emergenza   lavoro, il   disaccordo   Governo-Regione   e   il   mancato coinvolgimento del territorio in tutte le sue articolazioni sociali, istituzionali e imprenditoriali. La mancata realizzazione in tutti questi anni della connessione ferroviaria del porto con la rete regionale, l’assenza di coordinamento degli investimenti e l’inesistenza   di   adeguate   infrastrutture   dedicate   allo   scambio   modale  e all’’interconnessione   fra   le   reti, esprimono   ritardi,   disorganizzazioni   e inefficienze   tali   da   rendere   marginale   il   porto   megarese   nell’ambito   delle nuove straordinarie risorse disponibili”.

Ma la madre di tutte le criticità per Alosi è la situazione  ambientale   profondamente   compromessa   da   oltre   25   anni   di scarichi inquinanti nella rada e dalla sostanziale assenza delle operazioni di bonifica e di risanamento del fondo marino assolutamente necessario per raggiungere   il   pescaggio   di   almeno   20   metri   di   profondità   necessario   per accogliere le navi oceaniche e aprirne almeno un corridoio di transito. Una sconfitta non solo di chi ha governato in questi anni la politica portuale di​ Augusta ma, più in generale, di tutta la rappresentanza politica del territorio incapace, su un tema strategico di tale portata, di fare squadra e di portare a casa   il   risultato.   Ma   esprime     anche   la   contraddizione     di   un   governo nazionale che prima non si fa carico delle istanze del territorio e dopo lo esclude per mancanza di requisiti. Tuttavia, al di là di ogni sterile localismo, si provi, se ancora in tempo, a costituire rapidissimamente, una cabina di regia orale in grado di sostenere con forza la vocazione commerciale al porto di Augusta e a ricentralizzare a livello nazionale l’attenzione sulla rilevanza geo- strategica del porto.

 “Il Recovery Plan nazionale non comprende il progetto di valorizzazione del porto di Augusta, malgrado il suo evidente ruolo strategico nel Mediterraneo e la fame di infrastrutture di questa terra. Riteniamo fondamentale una presa di posizione unitaria che coinvolga istituzioni e parti sociali per sollecitare attenzioni concrete, partendo dai progetti già elaborati dall’Autorità portuale”. Lo ha dichiarato Luisella Lionti, commissaria della Uil di Siracusa-Ragusa-Gela e segretaria organizzativa della Uil Sicilia, che ha preso parte oggi al tavolo tecnico organizzato dal Comune di Augusta per discutere sul mancato inserimento del porto di Augusta nel cosiddetto “Recovery Plan” o “Piano nazionale di Resistenza e Resilienza Next Generation Italia”. Luisella Lionti afferma ancora: “Il porto di Augusta per collocazione geografica e soprattutto per la profondità dei fondali è vocato a essere terminale delle navi portacontainer, che sempre di più attraversano il Mediterraneo.  Il potenziamento di questo porto interessa non solo la raffinazione ma l’intera filiera logistica per lo sviluppo della nostra regione. È necessario, però, distinguere i progetti legati al potenziamento del porto con quelli dell’eventuale bonifica, che hanno criticità di altro tipo. Rivendichiamo, comunque, azioni coerenti con le stesse indicazioni del Recovery Plan Italia, che nella cosiddetta missione 3 dedicata alle Infrastrutture per una Mobilità sostenibile indica come prioritaria la valorizzazione del ruolo dei porti del Sud Italia nei trasporti infra-mediterranei”.

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