È salpata oggi, intorno alle 15 dal porto di Augusta, con ritta per La Valetta a Malta, la Life Support, la nave di ricerca e soccorso di Emergency, è salpata oggi dalla Sicilia per la sua 46° missione nel Mediterraneo centrale.
La nave era arrivata ieri ed era rimasta fuori dal porto e stamattina era presente durante il blocco della Global Sumud Flotilla.
È poi entrata in porto intorno alle 8 per le operazioni di bunkeraggio.
A bordo un team di 29 persone, composto da 9 marittimi e 20 membri dello staff, tra capomissione, soccorritori, sanitari, mediatori culturali e logisti.
Con loro c’è il navigatore oceanico Giovanni Soldini, profondo conoscitore del mare e delle sue regole, a bordo come soccorritore.
“Ho sempre seguito il grande lavoro che Emergency fa nel Mediterraneo con la Life Support e sono felice e onorato di salire a bordo per la sua 46esima missione.”
La notizia della presenza di Soldini a bordo della nave l’ha data Emergency con una breve nota.
“Giovanni Soldini è salito a bordo della Life Support.
Sulla nave di ricerca e soccorso gestita dall’organizzazione umanitaria italiana Emergency, Soldini prenderà parte alle attività Sar previste durante la missione 46 nel Mar Mediterraneo centrale”.
In una intervista alla Stampa nel marzo del 2023, Soldini aveva espresso il suo punto di vista sui salvataggi a mare:
“C’è una legge del mare che obbliga a soccorrere una persona in difficoltà. È una norma, ma anche una legge morale, culturale.
C’è una convenzione internazionale dell’Onu.
Ma ci sono leggi in questo senso che arrivano a noi fin dall’epoca dei romani.
E che ti obbligano a salvare chi è in difficoltà, anche se è un tuo nemico.
Non è lasciando fare al mare il suo mestiere, lasciando morire la gente in mare, la soluzione di un paese civile. Mi sembra evidente”. Secondo i dati del Missing Migrants Project dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Oim) dal 2014 ad oggi si contano oltre 35.600 vittime nel Mediterraneo, di cui oltre 26.800 morte o disperse nel solo tratto centrale, dove è operativa la Life Support.
Così il capomissione della Life Support Jonathan Nanì La Terra
“Di fronte a quella che è a tutti gli effetti una crisi umanitaria non riconosciuta e a una situazione ulteriormente peggiorata nell’ultimo anno, Emergency continuerà a soccorrere chi rischia la vita nel Mediterraneo centrale:
Perché è l’unica cosa giusta da fare ed è quanto prevede il diritto internazionale”.
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