La Regione ha concesso la Valutazione di incidenza ambientale positiva alla società Log Service, per la realizzazione di una discarica di rifiuti speciali pericolosi in Contrada Marcellino ad Augusta.
L’azienda potrà ora procedere con la progettazione esecutiva della discarica, che sarà a servizio esclusivo dei rifiuti prodotti dal termovalorizzatore di Gespi di Punta Cugno, lo stesso gruppo a cui fa capo Log Service.
L’impianto avrà una capacità di 150 mila metri cubi, e garantirà per circa 14 anni l’abbancamento dei rifiuti di scarto prodotti dallo stabilimento della società, ed avrà lo scopo, come si legge nella relazione generale di progetto, è quello di ridurre al minimo gli impatti ambientali dovuti alla gestione dei rifiuti prodotti in seno al ciclo di termodistruzione, attraverso la riduzione della mobilità dei rifiuti, riducendo così gli spostamenti dei rifiuti su strada, e realizzando una logistica economicamente compatibile con l’attività di termovalorizzazione e con le richieste di standard elevato ambientale.
Contro la realizzazione della discarica si erano espresse le associazioni ambientaliste Legambiente e Natura Sicula, che avevano presentato una serie di obiezioni di carattere urbanistico, ambientale e sanitario.
Il Comune di Augusta nella conferenza dei servizi del 18 luglio del 2024 aveva espresso parere favorevole, seppure ad alcune condizioni, ritenute però dagli ambientalisti inconsistenti e prive di effetti reali.
Tra queste vi è la richiesta di limitare i conferimenti in discarica ai soli rifiuti dell’inceneritore Gespi e di escludere la voltura della gestione in favore di terzi.
Richiesta che, secondo le associazioni, ha solo il valore di un impegno tra le parti, senza però rappresentare un reale vincolo giuridico, prescrittivo e vincolante, dal momento che nulla potrà impedire che nella discarica possano essere smaltiti i rifiuti speciali provenienti da altre regioni.
Oltre agli ambientalisti, aveva espresso forti perplessità sulla realizzazione della discarica anche il colosso sudafricano della petrolchimica Sasol, azienda al cui confine sarà ubicata la discarica.
L’azienda aveva osservato come la nuova discarica comporti rischi per le proprie strutture impiantistiche e industriali e che alcuni aspetti idrogeologici, ambientali e di sicurezza non siano stati sufficientemente approfonditi e verificati.
Secondo l’azienda, il progetto definitivo della discarica “non si sofferma con il necessario grado di dettaglio sulla possibile presenza di una falda superficiale, ovvero sulla circolazione idrica sotterranea sostenuta dal livello di argille grigio-azzurre, la cui profondità è indicata nel Progetto Definitivo come pari a circa 9-10 m”.
Per Sasol Italy, che nonostante avesse chiesto di essere pienamente coinvolta nel procedimento autorizzativo non è stata invitata a partecipare alla conferenza dei servizi, la realizzazione della discarica in prossimità dei pozzi profondi della propria e di altre aziende industriali, potrebbe causare la contaminazione della falda, mettendo in crisi la produttività e sostenibilità dell’azienda.
Altri rilievi riguardavano la realizzazione del palancolato perimetrale, che dovrebbe isolare totalmente la discarica e costituire di fatto un secondo livello di protezione della falda superficiale
nell’eventualità di fuoriuscite di sostanze contaminanti dalla discarica, e che, secondo Sasol, costituirebbe una sorta di diga che farebbe variare il livello della falda a monte e a valle.
Inoltre, la realizzazione del palancolato potrebbe indurre, durante la fase di infissione delle strutture di contenimento, vibrazioni indotte con problemi di tenuta ai serbatoi o alle altre strutture impiantistiche Sasol, ne deriverebbero situazioni di pericolo immediato di incendio e inquinamento delle matrici ambientali, da gestire ai sensi della normativa vigente.
Per Sasol, inoltre, la valutazione degli impatti inerenti la disciplina Seveso, considerato che nelle immediate vicinanze della nuova discarica si trovano due serbatoi della capacità di circa 40.000 mc ciascuno, contenenti kerosene, prodotto classificato sia infiammabile che pericoloso per l’ambiente.
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