
Piazza Duomo ieri sera ha ospitato il secondo comizio elettorale della coalizione progressista composta da Avs, Pd e Movimento 5 Stelle a sostegno della candidatura a sindaco di Salvo Pancari. Sul palco, insieme al candidato sindaco, gli assessori designati Alessandra Aloisi, Maria Moschitto, Roberta Suppo e Mariagrazia Patania, oltre ai parlamentari Carlo Gilistro, Antonio Nicita e Filippo Scherra. A chiudere la manifestazione è stato l’intervento del presidente nazionale di Sinistra Italiana, Nichi Vendola, protagonista del momento politicamente più intenso della serata.
Ad aprire e moderare il comizio è stato Giovanni Ranno, segretario cittadino di SI –Avs, che ha definito la candidatura di Pancari “non una semplice alternativa partitica, ma un’alternativa sostanziale nel modo di intendere la politica e la gestione della cosa pubblica”. Ranno ha attaccato l’amministrazione uscente, accusandola di “limiti e disfunzioni nonostante le importanti risorse del Pnrr”, indicando come priorità “sviluppo, legalità, tutela dell’ambiente, rigenerazione urbana, inclusione sociale e lavoro”. Un passaggio è stato dedicato anche ai giovani e agli artisti coinvolti nella manifestazione: “Vogliamo che la politica torni a essere luogo di incontro e partecipazione”.
L’assessore designata alla Pubblica istruzione e Politiche giovanili, Alessandra Aloisi, ha costruito il proprio intervento sul rapporto tra conoscenza e libertà. “La libertà non significa fare qualunque cosa ci passi per la testa – ha detto – ma avere consapevolezza delle alternative e delle conseguenze delle proprie scelte”. Aloisi ha criticato una politica fatta “di strade asfaltate, luci sfavillanti ed eventi sporadici”, sostenendo che dietro l’apparenza “restano problemi irrisolti, dal dissesto idrico allo spopolamento del centro storico”. Quindi l’appello finale: “Il futuro di tutti si costruisce sui giovani”.
Molto duro anche l’intervento di Maria Moschitto, assessore designata alla Cultura, che ha parlato di una città che ha smarrito la propria identità culturale. “Augusta ha dato i natali a uomini illustri come Orso Mario Corbino, Epicarmo Corbino e Peppino Motta, ma oggi nulla lascia credere che qui sia esistito un grande crogiolo culturale”. Secondo Moschitto, politica e cultura “devono essere orientate al bene comune e alla tutela degli emarginati”. Poi l’affondo sui temi ambientali e sanitari: “Che senso ha curare solo la bellezza esteriore della città e dimenticare la vera malattia di Augusta, quella che continua a provocare morti e malattie legate all’inquinamento?”. Infine la denuncia del clima elettorale: “Questa campagna è diventata un’arena di gladiatori, sono stanca del fango contro chi non si allinea”.
Per Roberta Suppo, designata all’Ambiente e Sostenibilità in quota M5S, il tema centrale è stato il mancato utilizzo degli strumenti di pianificazione ambientale già esistenti. “Nel 2018 Augusta fu tra i primi comuni siciliani ad approvare un piano per la sostenibilità – ha ricordato – ma nessuna azione concreta è stata realizzata”.Suppo ha denunciato l’aumento del consumo di suolo e ha proposto incentivi per bioedilizia, negozi locali e sportelli per lavoro ed energia: “L’alternativa esiste e siamo noi”.
L’intervento di Mariagrazia Patania, designata ai Servizi alle persone e Diritti sociali per Avs, si è concentrato sulla dimensione internazionale e umanitaria. Patania ha ricordato l’evacuazione degli studenti palestinesi vincitori di borse di studio italiane: “Sembrava un’utopia e invece quasi tutti sono stati evacuati”. Poi il collegamento con Augusta: “Il Mediterraneo è diventato un Far West e Augusta ne paga il prezzo economico, sociale e morale. Se qualcuno non è in grado di sostenere questo peso faccia altro, faccia eventi”.
Tra gli interventi più accorati quello del deputato regionale M5S Carlo Gilistro, che ha parlato “da uomo, padre e nonno” prima ancora che da politico. “Dobbiamo garantire salute e futuro in una terra che ha pagato un prezzo altissimo in termini di malattie oncologiche, morti e malformazioni”. Gilistro ha denunciato il caro carburanti, la crisi della sanità e il degrado delle scuole e del cimitero cittadino. “Augusta non è una pista d’atterraggio per affaristi – ha detto – ma il luogo dove costruire il futuro dei nostri figli”. Rivolgendosi alla piazza ha aggiunto: “Ognuno di voi deve sentirsi sindaco di questa città”.
Il senatore Pd Antonio Nicita ha definito il risultato del referendum ad Augusta “un voto libero e liberato”. “Un voto – ha spiegato – che non poteva essere controllato da clientele o ricatti”.Nicita ha denunciato “un clima di bullismo istituzionale” e “una politica che confonde il consenso con il potere”. Nel suo intervento ha affrontato anche i temi delle bonifiche ambientali, del porto, dei fondi Pnrr e del dissenso politico: “La qualità della democrazia si misura dalla capacità di rispettare chi non la pensa come te”. E ancora: “Augusta deve diventare protagonista del rilancio economico e ambientale della Sicilia”.
Il deputato nazionale M5S Filippo Scherra ha tracciato un parallelismo tra la situazione politica nazionale e quella augustana. “Fino a poco tempo fa sembrava impossibile scalfire il governo Meloni, oggi quel consenso sta tremando”. Scherra ha rivendicato il ruolo del centrosinistra nell’arrivo dei fondi Pnrr al Sud e ad Augusta e ha accusato il governo nazionale di “penalizzare il Mezzogiorno”. Ha poi parlato del conflitto in Medio Oriente e della missione della Freedom Flotilla partita proprio da Augusta: “Noi stiamo dalla parte di chi promuove pace e diplomazia”.
Il candidato sindaco Salvo Pancari ha ironizzato sulle polemiche nate dopo il confronto pubblico nella chiesa del Cristo Re. “Quando ho detto che per un sindaco asfaltare le strade dovrebbe essere normale, c’è stato un boato della folla. Questo dimostra quanto si sia abbassata l’asticella dell’amministrazione ordinaria”. Pancari ha poi chiesto chiarimenti al sindaco uscente “sull’espulsione da Fratelli d’Italia e sui rapporti con la Democrazia Cristiana di Totò Cuffaro”. Ha concluso con la frase che ha contraddistinto tutta la sua campagna elettorale: “la legalità sarà sempre la mia stella polare”
L’intervento più atteso è stato quello di Nichi Vendola, che ha alternato denuncia politica, riflessioni sociali e richiami culturali. “Da quarant’anni giro la Sicilia – ha esordito – e oggi vedo una terra immobilizzata, paralizzata, in piena retrocessione”.
Il presidente nazionale di Sinistra Italiana ha parlato di infrastrutture fatiscenti, sanità al collasso, dissesto idrogeologico e spopolamento: “Qui il diritto alla salute è una cartolina illustrata”. Ha attaccato duramente il governo regionale e nazionale, parlando di “una destra largamente collusa con le organizzazioni mafiose” e accusando la politica di non avere “uno straccio di idea sul futuro industriale della Sicilia”.
Ampio spazio è stato dedicato alla questione ambientale e sociale di Augusta e Priolo: “La bonifica non significa mettere una toppa, ma creare un nuovo ciclo economico e produttivo”. Quindi il passaggio sul Mezzogiorno: “Il Sud non è in ritardo, il Sud è imprigionato. Produce ricchezza che viene regalata altrove attraverso l’emigrazione dei giovani laureati”.
Vendola ha poi allargato il discorso allo scenario internazionale, criticando l’aumento delle spese militari e la politica estera del governo Meloni: “Stanno investendo sulle armi mentre crescono povertà e precarietà”. E ancora: “Il problema dell’Italia non sono i migranti ma gli emigrati, i giovani che se ne vanno”.
Nel finale l’ex governatore pugliese ha lanciato un appello alla partecipazione politica: “Quando entrerete nella cabina elettorale non pensate solo ad Augusta. Pensate alla Sicilia e al mondo che vogliamo costruire”.
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