
Il Gip del Tribunale di Palermo ha accolto la richiesta di patteggiamento con l’accusa di corruzione, presentata dai legali dell’ex presidente della Regione Totò Cuffaro.
L’ormai ex politico dovrà scontare tre anni, di cui cinque mesi già scontati con la detenzione agli arresti domiciliari, ai servizi sociali.
La sentenza del Gip Ermelinda Marfia prevede alcune disposizioni alle quali Cuffaro dovrà attenersi, pena la revoca del provvedimento di patteggiamento.
Tra le prescrizioni accessorie c’è il divieto di frequentare persone che rivestono cariche politiche, legislative e amministrative.
La misura, che di fatto sancisce la fine della storia politica dell’ormai ex leader della Democrazia cristiana, tende ad evitare il rischio che Cuffaro, attraverso l’esercizio della sua influenza, torni a commettere reati.
La condanna per corruzione è legata all’accusa di avere anticipato ad una candidata le domande delle prove di esame per la stabilizzazione come operatrice socio-sanitaria a Villa Sofia e per avere messo a disposizione dei rappresentanti di un’impresa la sua rete di conoscenze durante l’aggiudicazione di una gara bandita dall’Asp di Siracusa.
La sentenza è destinata a cambiare gli scenari del centrodestra siciliano.
Difficile pensare che la Democrazia cristiana possa sopravvivere all’uscita di scena definitiva del suo leader indiscusso.
In vista delle elezioni regionali del prossimo anno, sono infatti già in corso contatti per costituire una nuova aggregazione di centro all’interno dell’attuale maggioranza che sostiene il governo Schifani.
L’obiettivo è quello di superare la soglia del 5% su scala regionale imposta dalla legge elettorale, per poter partecipare all’assegnazione dei seggi all’Ars.
Secondo alcuni sondaggi, la Dc sarebbe largamente sotto la soglia, come la Lega e Grande Sicilia.
Si parla già da tempo di una possibile alleanza tra Dc e Lega, anche in vista degli sviluppi di due processi in cui è coinvolto il leader regionale della Lega e vice presidente della Regione Luca Sammartino.
Nel siracusano si dà per scontato un accordo tra il deputato regionale Carlo Auteri, Dc, il leader provinciale della Lega Giovanni Cafeo e il sindaco di Priolo Pippo Gianni, che concorrerebbero in una lista unica.
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