La gestione dei rifiuti nel comune di Francofonte è al centro di una dura critica da parte del Comitato Costituente “Futuro Nazionale- Comitato Francofonte 252”, guidato da Giuseppe Ticli.
Al centro del dibattito vi è l’escalation della Tassa sui Rifiuti (TARI), definita “ormai “esorbitante” e insostenibile per il tessuto sociale e produttivo locale”.
“L’unica via d’uscita dall’asfissia fiscale risiede in una riforma strutturale della raccolta differenziata.”, spiegano dal Comitato. Secondo l’analisi di Ticli, “la pressione tributaria legata al servizio di nettezza urbana ha superato la soglia di guardia, generando profonde ripercussioni sul bilancio della comunità. I continui rincari tariffari non si configurano più come meri aggiustamenti di bilancio, ma come un vero e proprio fattore di recessione locale. Privati cittadini sono schiacciati da bollette ipertrofiche che erodono il potere d’acquisto delle famiglie, già provate dal contesto economico generale. Commercianti e imprese anche essi penalizzati da costi fissi che mettono a rischio la sopravvivenza stessa delle attività, spina dorsale dell’economia francofontese”, sottolinea.
“La pressione della TARI a Francofonte ha ormai raggiunto livelli insostenibili. Il continuo aumento della tariffa sta schiacciando sotto un peso esorbitante sia i privati cittadini che i commercianti locali. Non si può continuare a subire passivamente rincari che gravano sui bilanci delle famiglie e mettono in ginocchio il tessuto commerciale del paese”.
“La nostra proposta ecologia ed economia circolare contro il caro-tariffe non si limita alla denuncia, ma delinea una strategia di uscita basata sui princìpi dell’efficienza e della responsabilità civica”.
L’obiettivo politico è l’inversione di rotta attraverso l’implementazione di un modello di raccolta differenziata autenticamente virtuoso. “La correlazione microeconomica proposta è lineare: ridurre la frazione merceologica indifferenziata significa abbattere i costi di conferimento in discarica, la voce di spesa che più incide sul Piano Finanziario del servizio e che determina i rincari in bolletta”.
Per implementare questo cambio di paradigma, Ticli invoca una sinergia tra l’amministrazione, i gestori dei rifiuti la cittadinanza e le forze produttive.
“Ottimizzazione dei processi vuol dire educare e strutturare una raccolta differenziata che rispetti standard qualitativi elevati, massimizzando il riciclo e minimizzando gli scarti. creando una responsabilità condivisa: Una presa di coscienza collettiva dove il cittadino diventa attore principale del risparmio pubblico”.
“La vera soluzione non sta nel subire gli aumenti, ma nell’invertire la rotta. Dobbiamo, tutti insieme, rimboccarci le maniche e costruire un sistema di raccolta differenziata che sia finalmente virtuoso. Impariamo a differenziare in modo corretto ed efficiente. È una sfida che dobbiamo vincere uniti per il futuro della nostra comunità”.
La sfida lanciata dal comitato sposta dunque il focus dal piano della protesta a quello della pianificazione strategica, indicando nella transizione ecologica l’unico strumento concreto per garantire la sostenibilità ambientale e, al contempo, la salvaguardia del portafoglio dei contribuenti.
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