Intense molestie olfattive di origine industriale sono state avvertite ieri pomeriggio a Priolo e in serata anche a Siracusa.
E hanno fatto allarmare i residenti che in 291 – 270 da Priolo e 21 da Siracusa, hanno segnalato la puzza al sistema Nose di Arpa, con i tecnici dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente che, insieme al sindaco Pippo Gianni, al vice Alessandro Biamonte, a Polizia locale e Protezione civile si sono recati all’Isab Sud:
“sembrerebbe ci sia stato un errore nella pulizia di un tubo che ha portato a questa puzza violenta, – ha dichiarato Gianni- abbiamo bloccato tutto e convocato il direttore al quale abbiamo notificato che questo tipo di interventi non li può fare. Ogni intervento in zona industriale dovrà essere comunicato prima per sapere cosa fanno, di cosa si occupano e cosa può accadere, per poi fare interventi preventivi”.
Sulla questione è intervenuto il Comitato stop veleni secondo cui l’ennesimo episodio solleva interrogativi sull’efficacia delle misure di prevenzione e sulla capacità di risposta degli enti preposti.
Arpa Sicilia ha effettuato verifiche anche in occasione di precedenti episodi. I report mensili Nose e quelli sulla qualità dell’aria sono consultabili sul sito dell’Agenzia, ma è necessaria una capillare, tempestiva e regolare diffusione dei risultati da parte delle amministrazioni comunali dell’Aerca di Siracusa, anche attraverso i rispettivi canali ufficiali, secondo gli attivisti.
“Non basta rendere disponibili i dati: occorre informare la popolazione sulle criticità riscontrate e sulle misure adottate per contrastarle e prevenirle. – si legge in una nota-
È inoltre necessario conoscere gli esiti del tavolo tecnico istituito alla Prefettura di Siracusa lo scorso giugno e le iniziative concretamente intraprese per prevenire nuovi episodi”.
I sindaci, quali autorità sanitarie locali, sono chiamati a esercitare pienamente le proprie funzioni a tutela della salute pubblica. Alla Prefettura si chiede di assicurare continuità al coordinamento avviato e di renderne noti gli sviluppi.
Sul piano giudiziario, il Comitato stop veleni auspica che la Procura della Repubblica di Siracusa completi tempestivamente le indagini sugli episodi segnalati, anche precedenti, verificando l’eventuale sussistenza di reati.
“Qualora emergano elementi sufficienti, si proceda secondo quanto previsto dalla legge affinché le eventuali responsabilità siano accertate in giudizio. La popolazione è stanca di subire passivamente molestie olfattive che compromettono la qualità della vita quotidiana. – prosegue il comitato- Non è accettabile che tali episodi vengano considerati una conseguenza normale e inevitabile delle attività industriali, né che il loro ripetersi resti senza risposte concrete e verificabili.
La tutela della salute e dell’ambiente è un diritto costituzionalmente garantito. La sua effettiva salvaguardia richiede informazione trasparente, prevenzione, controlli efficaci e accertamento delle eventuali responsabilità”.
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