Nella Democrazia Cristiana siciliana è scontro tra il Commissario regionale Salvatore Giuffrida e il gruppo parlamentare all’Ars guidato dal capo gruppo Carmelo Pace.
Dopo la polemica sulle dichiarazioni del deputato regionale e commissario provinciale di Siracusa, Carlo Auteri, riguardo un accordo con la Lega di Sammartino per la presentazione di liste comuni alle elezioni regionali dell’anno prossimo, ora lo scontro è sulla ricandidatura alla presidenza di Renato Schifani.
Pace aveva definito Schifani il candidato naturale del centrodestra.
“Come maggioranza abbiamo approvato importanti riforme, durante questa legislatura, per lo sviluppo e la competitività dell’isola”.
A Pace ha replicato il commissario regionale del partito Giuffrida per ribadire la centralità degli organismi nazionali nelle scelte politiche del partito.
“Condivido le considerazioni espresse dall’on. Carmelo Pace in merito al lavoro svolto in questi anni dal Governo regionale e dalla maggioranza di centrodestra.
La Democrazia Cristiana ha contribuito con responsabilità all’azione della maggioranza e all’approvazione di importanti provvedimenti e riforme finalizzati alla crescita, allo sviluppo e alla competitività della nostra Sicilia.
Il giudizio positivo sul percorso amministrativo e politico compiuto non può tuttavia essere confuso con l’assunzione anticipata di decisioni che, per la loro rilevanza, competono agli organismi politici del Partito”.
Alle affermazioni del commissario regionale hanno replicato i dirigenti siciliani che con poche ma pungenti parole hanno espresso la condivisione della linea del capogruppo Carmelo Pace.
“I Segretari Provinciali della DC Siciliana e la quasi totalità dei componenti del Comitato Regionale si ritrovano sulla linea politica espressa dal Gruppo Parlamentare della Democrazia Cristiana e dal suo Capogruppo.
La polemica del Commissario Regionale Giuffrida è sterile e inopportuna. Sarebbe stato un bell’ornamento il Suo silenzio considerato che la nomina a Commissario è avvenuta all’insaputa del partito Siciliano ed in spregio di qualunque regola statutaria di partito”.
Nel suo comunicato, Giuffrida, come aveva fatto alcune settimane fa in occasione della polemica sull’accordo con la Lega, sostanzialmente ribadisce la centralità della segreteria nazionale e sottolinea come il partito intenda arrivare all’appuntamento elettorale attraverso un percorso unitario e condiviso, nel quale dovranno essere valutati i risultati raggiunti, il programma per i prossimi cinque anni e le condizioni politiche necessarie per garantire alla Sicilia stabilità, sviluppo e buona amministrazione.
“Il confronto all’interno del centrodestra è certamente importante e dovrà svolgersi con spirito costruttivo e nel rispetto reciproco delle forze politiche che compongono la coalizione. La DC intende parteciparvi con la propria identità, con le proprie proposte e con il peso della propria rappresentanza politica e territoriale.
Quando sarà il momento la Democrazia Cristiana farà le proprie valutazioni e assumerà le proprie determinazioni in maniera collegiale, nel rispetto degli organismi del Partito e in piena sintonia con la Segreteria Nazionale della Democrazia Cristiana. L’obiettivo che deve unirci è continuare a lavorare nell’interesse dei siciliani, anteponendo il bene della Sicilia a qualsiasi personalismo o decisione prematura”.
Al di là del tentativo di smorzare i toni, lo scontro all’interno del partito ex cuffariano, in cui è sempre più evidente la mancanza del suo leader naturale, è ormai a livelli altissimi e il partito rischia di finire a pezzi.
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