“È gravissima la situazione della postazione 118 di Ortigia, che continua a rimanere chiusa, in un contesto già fortemente penalizzato dalla mancanza, ancora oggi, del medico”.
A dirlo è il segretario territoriale Fsi-Usae di Siracusa, Renzo Spada che sottolinea come negli ultimi giorni si sia verificata una sequenza di chiusure che non può più essere considerata una semplice criticità occasionale con la postazione chiusa il 27 agosto, turno mattina, il 28 agosto, turno notte, il 29 agosto ancora per il turno di mattina e oggi 30 agosto.
Il sindacalista precisa che la responsabilità di questa situazione non può e non deve essere scaricata sui lavoratori Seus in quanto “malattia e infortunio sono eventi che devono essere affrontati da un’organizzazione attraverso un’adeguata programmazione delle sostituzioni. I lavoratori non possono essere trasformati nel capro espiatorio delle carenze organizzative.
Il problema è quindi un altro: chi deve garantire la continuità del servizio? Dove sono le sostituzioni? Dove sono le soluzioni organizzative? E soprattutto, perché una postazione strategica come quella di Ortigia può rimanere scoperta per più turni consecutivi?”- si chiede
Fsi-Usae chiama direttamente in causa, per le rispettive competenze istituzionali, Asp di Siracusa, Regione Siciliana e Amministrazione comunale di Siracusa.
“Non è più possibile assistere in silenzio a una situazione del genere – aggiunge Spada –. Ortigia è il cuore storico e turistico di Siracusa e durante il periodo estivo registra una presenza enorme di persone. Garantire un presidio di emergenza-urgenza efficiente non è un lusso, ma una necessità”.
Secondo il sindacato la chiusura della postazione può determinare un allungamento dei tempi di intervento proprio in un territorio nel quale la tempestività dell’assistenza può essere determinante.
“Chiediamo ad Asp Siracusa, alla Regione Siciliana e al sindaco di Siracusa – prosegue Spada – di assumersi pienamente le proprie responsabilità istituzionali e di dire ai cittadini come intendono garantire da subito la continuità del servizio 118 a Ortigia.
Adesso basta. Non possiamo accettare che ogni assenza di personale si trasformi automaticamente nella chiusura di una postazione. Se manca un infermiere, si deve garantire la sostituzione. Se manca il medico, si deve garantire il medico. Se una postazione è indispensabile per il territorio, deve rimanere operativa.
Questo è ciò che i cittadini hanno il diritto di pretendere. La salute delle persone non può essere affidata al caso e l’emergenza-urgenza non può essere gestita con soluzioni improvvisate – conclude Renzo Spada –. Se non arriveranno risposte immediate e concrete, la Fsi-Usae è pronta a intraprendere tutte le iniziative sindacali e istituzionali necessarie.”
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