Una cerimonia all’insegna della memoria, della legalità e della solidarietà si è svolta ieri nell’area antistante la pineta dell’ospedale Umberto I di Siracusa, dove istituzioni, operatori sanitari e associazioni di volontariato si sono ritrovati per rendere omaggio alle vittime della mafia e rilanciare il valore della donazione del sangue.
L’iniziativa, inserita nella seconda delle tre giornate dedicate alle vittime della mafia istituite con decreto presidenziale della Regione Siciliana, ha visto la partecipazione dei rappresentanti delle autorità locali, del personale dell’Asp e dei volontari di Donatorinati, Avo, Lions Siracusa Host, Admo, Fasted e del Comitato consultivo aziendale.
Dopo la benedizione officiata da frate Gabriele, sono state deposte rose sulle targhe commemorative dedicate a magistrati, servitori dello Stato e cittadini che hanno sacrificato la propria vita nella lotta alla criminalità organizzata.
«Aprire le porte delle nostre strutture sanitarie a eventi di questa portata dimostra come l’azienda non sia solo un luogo di cura, ma un presidio attivo di civiltà», ha dichiarato il commissario straordinario dell’Asp di Siracusa, Gioacchino Iraci. «La sinergia con il volontariato rappresenta la risposta più forte e concreta per radicare la cultura della legalità e della vita nel nostro territorio».
L’iniziativa è stata anche l’occasione per rilanciare la campagna a favore della donazione di sangue e plasma.
La presidente provinciale dell’Avis, Carmela Petralito, ha rivolto un appello soprattutto ai più giovani, ricordando che è in corso una raccolta straordinaria per far fronte alle carenze di sangue e plasma. «Come Avis di Siracusa – ha spiegato – abbiamo organizzato anche giornate di raccolta dedicate agli studenti universitari».
Particolarmente significativo il messaggio lanciato dal presidente comunale dell’Avis, Vincenzo Tedone, che ha sintetizzato il senso dell’iniziativa nel passaggio ideale «dal sangue versato al sangue donato», sottolineando l’importanza di custodire la memoria di quanti hanno combattuto la mafia.
Sul valore educativo del ricordo si è soffermato anche il direttore del Centro trasfusionale, Dario Genovese, evidenziando come mantenere viva la memoria delle stragi mafiose significhi alimentare una cultura della solidarietà concreta.
A nome del mondo associativo è intervenuto anche il presidente del Comitato consultivo aziendale dell’Asp, Salvo Sorbello, che ha ribadito l’impegno delle associazioni nel promuovere la cultura della legalità. «Senza legalità non può esserci futuro né una reale solidarietà», ha affermato, esprimendo il pieno sostegno all’iniziativa promossa da Avis e Asp.
La cerimonia si è conclusa con la deposizione dei fiori sulle targhe nominative collocate dall’Avis comunale di Siracusa nel 1993 e restaurate nel 2025.
Le targhe, poste ai piedi di piante d’alloro, ricordano le vittime delle stragi di Capaci e di via D’Amelio, il giudice Rosario Livatino, il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, Emanuela Setti Carraro e il professore Paolo Giaccone, simboli di un impegno civile che continua a rappresentare un patrimonio di memoria e responsabilità per l’intera comunità.
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