Agenti di custodia, oggi Polizia penitenziaria, si ritrovano dopo 36 anni.
È successo nei giorni scorsi quando, su iniziativa di Salvo Santacroce, che è riuscito nel giro di poche settimane a recapitare quasi tutti i contatti dei colleghi, la rimpatriata si è concretizzata con l’adesione di 43 persone.
Rivedersi dopo 36 anni, dalla chiusura della vecchia casa circondariale di Siracusa, la cosiddetta “Casa cu n’occhiu”, famosissimo carcere borbonico, avvenuta nel lontano dicembre 1990 a causa del terremoto, è stato emozionante per i partecipanti.
Il personale si è incontrato in un locale di Modica, dove ognuno di loro ha potuto raccontare tutto ciò che è successo loro nella vita da quel famoso 17 dicembre ’90 fino al 28 marzo 2026.
“Purtroppo tanti non sono più con noi, ma anch’essi sono stai ricordati con molto affetto, tanto da dedicargli un lungo applauso in loro memoria. – ha detto nello Bongiovanni, uno dei partecipanti- Il rivedersi dopo tantissimi anni è stato così bello, emozionante e ricco di ricordi, che gli stessi e quanti per vario motivo non sono stati presenti nel primo incontro, si rivedranno a Caltagirone il prossimo 15 maggio 2026.
Una rimpatriata che non è stato un semplice incontro ma anche un momento di riflessione.
“Con tanti di questi colleghi ho avuto la fortuna di lavorare, si era meno preparati dal punto di vista scolastico, si era meno preparati nella formazione, ma il sistema penitenziario funzionava.- sottolinea Bongiovanni- meno aggressioni, meno reati, meno droga ed altro che entrava all’interno delle carceri. Possiamo domandarci il perchè? Ebbene si era preparati nell’autorevolezza e nell’esperienza che ogni giorni mettevi nella tua giornata lavorativa”.
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