Duro scontro politico nell’aula di Sala d’Ercole tra i deputati della provincia di Siracusa Tiziano Spada del Partito democratico e Giuseppe Carta di Grande Sicilia.
Erano circa le 3 del mattino di ieri ed era in discussione il disegno di legge sulle Variazioni al bilancio della Regione siciliana per l’esercizio finanziario 2026 e per il triennio 2026-2028.
Lo scontro tra i due deputati entrambi sindaci, Carta a Melilli e Spada a Solarino, dove amministra con l’appoggio di Grande Sicilia e quindi dello stesso Carta, è nato sulla destinazione dei fondi per i Comuni delle aree ad elevato rischio di crisi ambientale.
Spada ha accusato il Parlamento di destinare i fondi solo ad alcuni comuni privilegiati, tra i quali non ci sono né Solarino né Floridia, entrambi comuni che rappresentano la base elettorale del deputato Pd, mentre figurano Melilli, Augusta e Priolo, che fanno parte dell’area di influenza del presidente della Commissione Ambiente Carta.
“Quindi ho appreso che il Governo e la Commissione sono contrari al fatto che in Sicilia debbano essere beneficiari dei contributi dei fondi Aerca tutti i comuni che subiscono, volete anche portarvi a casa i soldi nei confronti di alcuni comuni che ricadono nelle aree ad elevato rischio di crisi ambientale, a danno di tutti gli altri”.
Spada con toni accesi ha ribadito la sua posizione.
“Vi assumete la responsabilità di dire che ci sono comuni di serie A e comuni di serie B.
Tra l’altro avete mascherato questo articolo inserendo il dissesto idro geologico che non c’entra nulla, la legge consente di utilizzare queste risorse per la rigenerazione urbana e la promozione turistica dei territori, quindi non c’entra nulla il fatto che state inserendo all’interno il dissesto itero geologico.
Dovete scrivere nomi e cognomi dei comuni a cui volete far arrivare i soldi, è inutile che mascherate attraverso questi emendamenti una scelta politica che vi state assumendo”.
Più pacata, almeno nei toni, la replica di Carta, che ha sottolineato la gravità della situazione sanitaria a causa dell’inquinamento prodotto dalle industrie del polo petrolchimico che insistono su alcuni comuni e non su tutti quelli inserti tra le Aerca.
Carta ha quindi chiarito il senso dell’inserimento della norma sul dissesto idrogeologico.
“Il decreto Aerca nasce per finanziare i comuni ad alto e elevato rischio industriale, questo articolo 90 prevede due commi, il primo comma prevede i siti di raffinazione che nell’anno in corso hanno speso soldi delle casse comunali per fare gli interventi di rischio idrogeologico e se vedete la storia dei comuni costieri di raffinazione, il 50% dei comuni ha avuto problema con i pozzi e con l’emungimento dei pozzi e hanno subito i problemi di carattere idrogeologico a costo sulle tasse dei cittadini”.
Carta ha anche ribadito che la delimitazione dei comuni delll’Aerca risale a decenni fa e “mette all’interno due comuni che non hanno le condizioni, perché non hanno industria, perché all’interno non c’è trasformazione di polimeri e perché soprattutto non sono siti di interesse nazionale e nemmeno SIN e nemmeno siti che sono vincolati per problemi ambientali”.
Quindi ha alzato i toni rispondendo alle accuse di Spada.
“Se volessimo dire la verità, indubbiamente i soldi che sono stati erogati in passato ai comuni che non hanno il titolo per essere comuni Aerca.
Mi dimostrassero quali sono i motivi perché comuni come Sortino, come Carlentini alla stessa distanza di Solarino non sono Aerca e Solarino sì”.
“Se oggi quei comuni rimangono fuori da una ripartizione è perché non hanno subito danni, perché non hanno avuto pozzi inquinati, perché non hanno avuto piogge oleose, perché non hanno avuto lo stesso impatto ambientale che ha avuto Siracusa, Priola, Augusta, Melilli, Milazzo, Gela e tutti i comuni della provincia di Messina”.
GUARDA IL VIDEO DEGLI INTERVENTI DEI DUE PARLAMENTARI SIRACUSANI
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