È stata fissata per il 13 maggio, in camera di consiglio, l’udienza davanti al Consiglio di giustizia amministrativa chiamato a pronunciarsi sul ricorso presentato da Aretusacque, insieme al partner privato Acea, nell’ambito della disputa sull’appalto relativo agli interventi per il superamento delle criticità del sistema fognario e depurativo del Comune di Augusta.
Un passaggio decisivo in una vicenda che da mesi alimenta il contenzioso amministrativo. La società ha infatti deciso di impugnare la sentenza del Tar che aveva respinto il precedente ricorso, ritenendo inammissibile l’azione contro il bando dei lavori, dal valore di oltre 50 milioni di euro e inserito in un finanziamento complessivo di 69,2 milioni già assegnato.
Al centro della controversia resta la titolarità della realizzazione del depuratore. Secondo i ricorrenti, l’intervento dovrebbe rientrare tra quelli previsti nella gara per la scelta del socio privato del servizio idrico, aggiudicata proprio da Acea.
Di diverso avviso il tribunale amministrativo, che ha invece escluso questa interpretazione.
La decisione di ricorrere al Cga è stata formalizzata dal Comitato di gestione della società che gestirà il servizio idrico per i prossimi trent’anni.
I legali hanno quindi depositato il nuovo ricorso nel tentativo di ribaltare l’esito del primo grado di giudizio.
Alla base della sentenza del Tar vi è una diversa lettura delle competenze sull’opera. I giudici hanno chiarito che, pur essendo il depuratore inserito nella pianificazione d’ambito, la sua realizzazione spetta al commissario straordinario unico, con copertura finanziaria pubblica e non attraverso investimenti legati alla gestione tariffaria.
Una ricostruzione che si inserisce nel solco del commissariamento disposto dal governo sin dal 2015 per superare le criticità che hanno portato alla procedura d’infrazione europea.
Inoltre, tra gli interventi affidati ad Aretusacque non figura direttamente la costruzione del depuratore, ma soltanto opere accessorie connesse alla gestione del servizio idrico.
Nonostante ciò, la società ha deciso di proseguire nel contenzioso. Ora l’attenzione si concentra sull’udienza del 13 maggio, dalla quale potrebbe arrivare un chiarimento decisivo sull’assetto delle competenze e sul futuro dell’appalto.
Resta forte, intanto, la preoccupazione in città: il timore è che i ricorsi possano tradursi in ulteriori ritardi per un’opera attesa da anni, mentre il mare continua a fare i conti con gli effetti degli scarichi fognari.
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