Ad Augusta si è svolta la celebrazione del 25 aprile nella piazza Castello dei giardini pubblici, alla presenza del sindaco Giuseppe Di Mare e di una parte della Giunta e di consiglieri comunali.
Il primo cittadino ha deposto una corona d’alloro davanti al Milite Ignoto, richiamando il significato profondo della libertà come valore fondante della Repubblica.
Nel suo intervento, Di Mare ha sottolineato come la libertà non sia soltanto un principio astratto o legato ai grandi eventi storici, ma un bene concreto che ogni cittadino è chiamato a difendere quotidianamente, attraverso le proprie azioni e responsabilità. “La libertà – ha detto – è un valore che ciascuno di noi deve proteggere con le proprie azioni con la propria possibilità. E non è solo una questione che riguarda i grandi temi e solo le scelte che sembrano molto lontane da noi ma è un valore, un bene, un tesoro prezioso a cui tutti dobbiamo contribuire in base alla funzione che ciascuno di noi svolge nella propria vita e nel proprio percorso. Noi siamo qua oggi, come abbiamo fatto ogni anno, per ricordare la libertà del nostro Paese e lo facciamo sempre con grande rispetto, con grande attenzione e soprattutto con chi non dimentica mai la propria storia”.
Successivamente, le associazioni Cgil, Anpi, Auser e Libera hanno preso parte alla commemorazione, scegliendo di dedicare l’edizione di quest’anno alle donne, in occasione dell’ottantesimo anniversario del primo voto a suffragio universale. Un omaggio che ha ripercorso il ruolo femminile dalla Resistenza fino ai giorni nostri, evidenziando il contributo delle donne nella conquista dei diritti civili e politici.
La segretaria della Camera del lavoro Cgil Lorena Crisci, ha ricordato come il 25 aprile rappresenti non solo una festa, ma anche un momento di riflessione e responsabilità verso il futuro. Ha evidenziato il ruolo decisivo delle donne nella Liberazione: oltre 35.000 partigiane impegnate in attività fondamentali e circa 70.000 donne attive nella Resistenza civile e nel sostegno alla popolazione.
Un impegno spesso rimasto ai margini della narrazione storica, ma oggi sempre più riconosciuto e valorizzato. In questo contesto, la ricorrenza si lega anche all’ingresso delle donne nella vita politica italiana nel 1946, con le prime elezioni amministrative e il referendum istituzionale del 2 giugno.
Crisci ha ribadito, inoltre, l’attualità dell’antifascismo, definendolo un dovere civile quotidiano, soprattutto alla luce della crescita di movimenti di estrema destra e nazionalisti in Italia e in Europa. “Essere antifascisti – ha spiegato – significa difendere i valori della Costituzione e vigilare contro ogni forma di limitazione delle libertà”.
Nel corso della cerimonia è stata ricordata la figura di Teresa Mattei, partigiana e politica, la più giovane eletta all’Assemblea Costituente, simbolo del contributo femminile alla nascita della Repubblica. Il suo esempio è stato richiamato come testimonianza concreta dell’impegno delle donne nella lotta per la libertà.
Tra gli interventi, anche quello del presidente dell’Anpi, Piero Mantinei, che ha espresso una riflessione critica sul carattere talvolta formale delle celebrazioni, auspicando una partecipazione più sentita e continua, soprattutto da parte delle istituzioni e delle giovani generazioni.
Antonella Bundu, rappresentante della Global Sumud Flottiglia, ha posto l’attenzione su alcune omissioni nel discorso istituzionale, ricordando esplicitamente il significato della Liberazione dal nazifascismo e collegando i temi della memoria storica alle attuali questioni migratorie e ai diritti dei popoli. Ha inoltre richiamato il naufragio del 18 aprile 2015, invitando a una riflessione empatica sul fenomeno delle migrazioni e annunciando la partenza della flottiglia verso Gaza.
Significativo anche l’intervento di Salvo Pancari, rappresentante di Libera e docente di storia ed educazione civica, che ha ribadito come l’antifascismo sia un valore universale, fondamento della democrazia. Attraverso un racconto personale legato ai bombardamenti di Augusta durante la guerra, ha offerto una testimonianza diretta delle conseguenze del fascismo sulla popolazione civile.
Nel corso della commemorazione sono intervenuti anche figli di partigiani, tra cui Ilario Saccomanno e Gianbattista Totis, mentre l’Auser ha contribuito con la lettura di brani e poesie, arricchendo ulteriormente un momento collettivo di memoria e consapevolezza, come ha contribuito Maria Moschitto con un suo raccolto.
L’evento si è concluso con il canto finale a suon di chitarra del brano “Bella ciao”
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