Tra canti, abbracci e al grido di Free Free Palestina e Gaza Free, Palestina e Gaza libere, sono partite da Augusta le 60 barche della Global Sumud Flotilla, che si riuniranno nei prossimi giorni nel Canale di Sicilia, con altre 40 provenienti da altri paesi, per la seconda missione umanitaria a Gaza.
Gli obiettivi della missione sono gli stessi di quella partita a settembre dell’anno scorso, portare aiuti umanitari agli abitanti della Striscia di Gaza, beni di prima necessità e medicinali.
Ma tra i circa mille membri degli equipaggi, ci sono medici, infermieri, ingegneri ed educatori, che intendono restare a Gaza per aiutare la popolazione a risollevarsi dalla condizione in cui sono ridotti a causa dell’invasione e dei bombardamenti israeliani.
L’intento è quello di “spezzare l’assedio, riaffermare il diritto del popolo palestinese all’autodeterminazione, e creare le condizioni per una mobilitazione internazionale permanente”.
Ricordiamo che il governo israeliano considera la missione un atto ostile, che viola la sovranità che il governo, contro il diritto internazionale, rivendica sul mare antistante Gaza.
Le note di una canzone cantata da un gruppo di attivisti imbarcati in una delle barche più grosse e antiche della Flotilla, ha accompagnato l’uscita dal porto delle barche.
Questo il testo, in inglese e la traduzione in italiano.

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