Se Isab è strategica per il paese, allora devono essere strategici anche il lavoro, le competenze e il futuro industriale di Priolo.
Questa è la richiesta del Coordinatore dei Petrolchimici della Fiom Sicilia Antonio Recano contenuta in un comunicato sulla vicenda della raffineria di Priolo.
“Se Isab è strategica per il Paese, non può essere una partita riservata tra Governo e azionisti. Vogliamo conoscere investimenti, garanzie occupazionali e futuro dell’indotto”.
Con il DPCM del 5 agosto scorso, il Governo ha esercitato i poteri speciali sull’acquisizione del 51% di Isab da parte di Ludoil Capital, imponendo prescrizioni alla nuova proprietà.
“Adesso il Governo dica ai lavoratori, alle organizzazioni sindacali e al territorio quali condizioni ha imposto a Ludoil e quali garanzie riguardano investimenti, continuità produttiva, sicurezza degli approvvigionamenti, futuro industriale e occupazionale della raffineria di Priolo”.
Per la Fiom la vendita di Isab a Ludoil non è una normale operazione societaria, tanto che il governo ha ritenuto di utilizzare lo strumento di tutela dell’interesse strategico nazionale, il futuro dell’azienda non può essere quindi discusso soltanto tra Governo e vecchi e nuovi azionisti, ma anche con chi dentro quegli impianti lavora ogni giorno.
“Non accetteremo che il Golden Power diventi una formula scritta dentro un decreto mentre lavoratori e territorio rimangono all’oscuro degli impegni industriali assunti dalla nuova proprietà.
Ludoil ha annunciato la volontà di preservare l’attuale organico e di trasformare Isab in una piattaforma multi-energy, sviluppando nuove produzioni e biocarburanti avanzati. Bene.
Adesso servono rendere noto, quanto investirà Ludoil a Priolo, in quali impianti, con quale cronoprogramma, quali unità saranno riconvertite, quali nuovi impianti saranno costruiti, quali attività saranno dismesse, quale sarà il volume delle manutenzioni e soprattutto, quanto lavoro produrranno questi investimenti”.
“Se Isab è strategica per il Paese, devono essere strategici anche i lavoratori che garantiscono il funzionamento e la sicurezza degli impianti”.
La Fiom chiede che il piano industriale Ludoil-Isab contenga anche una valutazione precisa delle ricadute occupazionali sull’indotto.
Per Recano la fermata generale degli impianti prevista nel 2027 sarà il primo vero banco di prova, in quanto coinvolgerà un numero rilevante di lavoratori e imprese e dovrà pertanto essere preparata attraverso un confronto preventivo con le organizzazioni sindacali.
“Vogliamo conoscere gare, commesse, imprese aggiudicatarie, subappalti, numero dei lavoratori coinvolti, professionalità necessarie, ore previste, CCNL applicati e programmi di sicurezza e formazione.
Su questo come Fiom non faremo passi indietro. La fermata Isab2027 non può essere affrontata con le stesse logiche del passato, non può essere una corsa al prezzo più basso, non può essere costruita comprimendo tempi, salari e diritti a partire da quello alla sicurezza.
La qualità industriale di una fermata si misura anche dalla qualità delle imprese utilizzate, dalla professionalità dei lavoratori e dalle condizioni nelle quali vengono svolte le attività”.
La Fiom chiede al governo e al Ministero delle Imprese e del Made in Italy di chiarire le prescrizioni industriali e occupazionali contenute nel nuovo Golden Power e le modalità con cui ne verrà verificato il rispetto.
“Chiediamo a Ludoil e Isab di presentare alle organizzazioni sindacali il piano industriale pluriennale del sito con investimenti, cronoprogrammi e ricadute occupazionali.
Chiediamo inoltre l’apertura di un tavolo permanente sul futuro industriale di Isab e dell’indotto, con Governo, Regione Siciliana, azienda e organizzazioni sindacali, perché il cambio di proprietà non chiude la vertenza sul futuro di Priolo. La apre.
Il Governo ha stabilito che Isab è strategica. Adesso questa strategicità deve diventare: Investimenti, nuove produzioni, lavoro di qualità e sicurezza.
La transizione energetica non può essere utilizzata per ridurre occupazione, impoverire l’indotto o sostituire industria con precarietà. Priolo ha già pagato abbastanza in termini ambientali, sociali e occupazionali.
Adesso il territorio ha diritto di sapere quale industria resterà, quale nuova industria nascerà e quanto lavoro produrrà.
I lavoratori siracusani non chiedono rassicurazioni, ma impegni verificabili. E su quegli impegni chiediamo al Governo e Ludoil di confrontarsi con i lavoratori”.
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