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Augusta| Aliquote Imu e riconoscimento debiti fuori bilancio: il sì del M5S -Video

Augusta| Aliquote Imu e riconoscimento debiti fuori bilancio: il sì del M5S<span class='video_title_tag'> -Video</span>
Politica
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Ritoccate le aliquote Imu, una riduzione pari allo 0,5% come proposto dall’emendamento fatto proprio dal M5S che arriva dalla giunta perché ha la copertura finanziaria. Bocciati gli emendamenti del centrosinistra, che prevedevano una sensibile riduzione. Approvati dalla maggioranza i riconoscimenti di due debiti fuori bilancio, per un ammontare complessivo di 322 mila euro. Rinviato alla prossima seduta il riconoscimento di un altro debito fuori bilancio di 80 mila euro.

Il sì del Consiglio comunale all’approvazione delle aliquote Imu è arrivato dalla sola maggioranza con una proposta della Giunta municipale che è stata fatta propria dal gruppo consiliare pentastellato e presentato in Aula sotto forma di emendamento. Emendamento che gode di copertura finanziaria perché è stata proprio l’amministrazione ha trovarla con il 30% della rinegoziazione dei mutui per un importo di 480 mila euro. La riduzione è prevista per tutti gli immobili diversi dal’abitazione principale e per attività commerciali e passa da 1,06 euro a 1,01 euro a metro quadrato. Non avevano copertura e, pertanto, sono stati bocciati gli emendamenti del gruppo di centrosinistra dei firmatari consiglieri Giancarlo Triberio, capogruppo, Franco Lisitano, Alfredo Beneventano del Bosco e Giuseppe Schermi che chiedevano di portare al minimo di legge, pari allo 0,76% l’aliquota prevista per i terreni agricoli, per gli immobili ad uso produttivo classificati nei gruppi catastali C e D e per tutti gli altri immobili.

Non sono mancati gli scontri tra minoranza e maggioranza. Il consigliere Triberio convito del fatto che si potesse attingere dai fondi in bilancio ha accusato l’amministrazione di dire bugie. Bugie perché si stanno mantenendo le aliquote quasi al massimo nonostante il Comune sia uscito dallo stato di dissesto finanziario mentre il consigliere Schermi ha continuato a sostenere che con il milione e mezzo da elargire ai commercianti per l’emergenza Covid, attinto mediante la rinegoziazione dei mutui, sarebbe stato opportuno aiutare tutti quindi abbattere le aliquote Imu perché i proprietari di seconde e terze case non sono tutti benestanti. Sono intervenuti Giuseppe Canto e Angelo Carpanzano, rispettivamente assessore alle Finanze e responsabile del settore a sostenere la bontà e legittimità delle scelte dell’amministrazione.

“Bugie e tecnicismi: se oggi ci troviamo ad essere usciti finalmente o essere in procinto di uscire da una situazione di dissesto è perché siamo stati bravi. Certamente chi ci ha preceduto non lo è stato da un punto di vista sicuramente amministrativo e magari oggi ci si chiede di fare cose che non si possono fare e che noi non facciamo. Utilizzare i soldi del bilancio? Che il cittadino comune non capisca certi meccanismi è nelle cose – ha dichiarato il sindaco Cettina Di Pietro – che un consigliere comunale o magari qualcuno che ambisce ad amministrare al posto dell’attuale amministrazione dica certe sciocchezze spacciando le nostre come bugie io lo trovo veramente grave. Abbiamo spiegato più volte del vincolo delle somme insieme con l’assessore Canto. I debiti rimasti sul groppone  che si aggirano intorno a circa 35 milioni di euro e che le somme saranno messe nella nostra disponibilità da parte dell’Osl sono vincolate al pagamento di quei debiti che non sono rientrati nella procedura dell’Osl. Amministrare è un atto di serietà verso una comunità amministrare voglio sempre ricordare che le aliquote al massimo sono previste che le aliquote al massimo ci sarebbero state anche senza il dissesto con il piano di rientro. Noi non forziamo la normativa neanche in un periodo di campagna elettorale, come abbiamo fatto per 5 anni da buon padre di famiglia

Schermi ha sottolineato che la giunta per prima ha proposto il mantenimento delle aliquote al massimo: “ma nessuno ha sentito il perché i soldi non si possono utilizzare un avanzo di circa 40 milioni che oggi si scopre intoccabile. Non è stato deliberato bilancio o rendiconto il bilancio, c’è solamente un esercizio provvisorio in assenza di bilancio nessuno sa fino ad oggi che fine hanno fatto questi 40 milioni di avanzo di amministrazione o meglio andando negli uffici, cercando di approfondire si scopre il motivo e oggi ci sentiamo dire che non ci sono le somme per abbassare le tasse, come nel Comune di Melilli, perché buona parte di quella cassa è vincolata dai fondi per contenzioso e per crediti di dubbia esigibilità che nascono anche e soprattutto per mancata emissione dei ruoli per l’idrico e per la tari ecco perché quella cassa che pure c’è è bloccata Gli emendamenti si sarebbero potuti coprire con la rinegoziazione dei mutui per un primo milione, un altro milione sta nelle opere pubbliche impegnato per il 2020 per progetti che non si potranno realizzare entro la fine dell’anno e soldi per i debiti fuori bilancio vengono sottratte somme  dal bilancio corrente”

Canto ha replicato dicendo che più tempo si perde più aumentano gli interessi da pagare nei debiti fuori bilancio. Il sindaco h puntualizzato che la rinegoziazione è stata prevista da cassa depositi e prestiti per tutti i comuni d’italia. Il capogruppo del M5S, Mauro Caruso  si è detto amareggiato: “perché ha sottolineato – se non deliberiamo i debiti fuori bilancio facciamo un danno all’erario. La possibilità di rinegoziazione l’avevano proposta il consigliere Giuseppe Di Mare, Augusta 2020, tutto il Consiglio comunale era indirizzato a sfruttare questa opportunità e così ha fatto il sindaco che in video conferenza l’ha prospettata ai capigruppo”.

Il Consiglio dopo l’approvazione delle tariffe Imu ha proceduto al riconoscimento del suo primo debito fuori bilancio. Favorevole solo la maggioranza. Astenuta la consigliera Gianna D’Onofrio, contrari i consiglieri Giuseppe Di Mare e Schermi, che aveva presentato un emendamento per rateizzare il debito dichiarato inammissibile perché necessita del consenso della controparte. Il debito  ammonta  a 312 mila euro ed è relativo al servizio di accalappiamento, mantenimento e cura dei cani randagi espletato dalla società proprietaria del canile di Ogliastro nel periodo compreso tra il  primo aprile e la fine di novembre 2019, posteriore alla scadenza dell’appalto. Il consigliere Schermi ha ricordato che la vicenda canile ha comportato una denuncia e la successiva indagine da parte della Guardia di finanza, il rinvio a giudizio l’ex  responsabile del settore Ecologia Edoardo Pedalino mentre sulla posizione del sindaco Di Pietro il gip ha fissato l’udienza a settembre.

Schermi inoltre  ha fatto sapere “di aver già segnalato all’Anac nel 2018 il continuo frazionamento dell’appalto di circa 600 mila euro in lotti di 39.900 euro mensili, sotto soglia. Inizialmente chiedendo la trasmissione alla Corte dei conti del verbale di questa seduta si è fatto un ennesimo frazionamento a mio parere con un bando sotto i 200 mila euro. Si arriva alla scadenza del 31 marzo 2019, da aprile in poi si mantiene la custodia del servizio e stranamente le fatture vengono respinte, ma il soggetto gestore che è sempre lo stesso da prima del 2015 da aprile non viene pagato. Ignorati i suggerimenti di fare micro canili e spezzare il monopolio del servizio e oggi siamo qui con una delibera  di giunta di settembre, che da’ un atto di indirizzo ammettendo che si sta facendo una proroga senza contratti e chiede di attivarsi per la gara. La giunta approva il bilancio 2019 sei giorni dopo, nulla dicendo del debito fuori bilancio. Adesso mi sembra strano che non si può aspettare una settimana in più, perché emerge a luglio 2020 questo debito e non è stato inserito in sede del bilancio 2019″.

“Il debito non avrebbe potuto essere approvato senza bilancio – ha spiegato l’assessore Canto  ed è stato presentato alla presidenza uno o due giorni dopo l’approvazione del bilancio 2019. I revisori dei conti hanno sollevato dubbi, pertanto abbiamo riesaminato procedure e  ricalcolato il debito. A febbraio è stata ripresentata la proposta di delibera per il riconoscimento anche perché la ditta ha mandato un paio di diffide al pagamento”.

Il consigliere Di Mare #perAugusta ha sottolineato il fatto che anche l’amministrazione Di Pietro ha prodotto un debito fuori bilancio: una società  per otto mesi ha svolto un servizio senza alcun procedimento amministrativo, sul frazionamento c’è un’inchiesta della Procura in corso quindi stiamo zitti, tutta la gestione del randagismo è stata poco chiara in questi 5 anni e si conclude  in questo  modo  tra le notizie  di aggressioni di cani”. “Prima si fa una denuncia e poi si è solidali nei confronti della persona denunciata mi sembra un’ipocrisia, ha sottolineato il sindaco mentre la presidente del Consiglio comunale Sarah Marturana sui debiti fuori bilancio ha parlato di “fuga di atti non pubblici” dicendosi pronta a denunciare l’accaduto alle Fiamme Gialle.  L’altro debito fuori bilancio approvato è pari a dieci mila euro relativo all’intervento di messa in sicurezza effettuato nei mesi scorsi sui giunti del viadotto Federico II. Rinviato invece il debito di 80 mila euro riguardanti gli straordinari effettuati dai dipendenti comunali durante gli sbarchi dei migranti per volontà della commissione straordinaria insediatasi in seguito allo scioglimento del Consiglio comunale, che scelse di impiegare il personale dell’ente locale nel periodo in cui si susseguirono dall’autunno del 2013 gli arrivi dei migranti al porto commerciale di Augusta.

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