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Canicattini Bagni| Sergio Carpinteri espone due Presepi in Chiesa Madre e in via Regina Elena 67

9 Dicembre 2020 | by Redazione Webmarte
Canicattini Bagni| Sergio Carpinteri espone due Presepi in Chiesa Madre e in via Regina Elena 67
Attualità
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Arrivano i Presepi di Sergio Carpinteri, l’estroso, poliedrico e plurilaureato artista canicattinese (11 lauree nel campo e nelle discipline artistiche).

Due le rappresentazioni della Natività create da Carpinteri, in Chiesa Madre e nella sua vetrina di via Regina Elena 67, ispirati dall’ordinazione episcopale del nuovo Arcivescovo di Siracusa e dall’annuncio del Papa dell’anno di S. Giuseppe. La prima è una figurazione del Presepe dedicata al neo Arcivescovo di Siracusa, Mons.  Francesco Lomanto. L’artista canicattinese è stato ispirato dalle parole dette in occasione dell’ordinazione episcopale al Santuario della Madonna delle Lacrime da Mons. Mario Russotto, Vescovo di Caltanissetta, indicando il consacrato come trasportatore di lacrime del suo popolo, da presentare alla Vergine che le trasformerà in perle.

Carpinteri è ispirato anche dalle linee guida attuali della Chiesa: «Anche il Papa, consiglia di chiedere in questo momento di pandemia, di mettersi sotto il “manto” della Madonna. Annunciando, altresì, l’anno dedicato a San Giuseppe». E nel secondo Presepe, in via Regina Elena 67, Carpinteri dedica, infatti, la scena del Natale a San Giuseppe, prendendo altresì spunto dalle parole del Cardinal Gianfranco Ravasi: “È questo il nostro Natale, il rinascere dello spirito!”. «Lo stile delle rappresentazioni presepiali sono i tendaggi – spiega Sergio Carpinteri – che coprono e scoprono, rivelano il mister Divino e l’idea di armadio (arma.Dio) indicando così l’atteggiamento di Dio, in questo momento. L’apparente chiusura dell’armadio, diventa trasparenza per un diverso futuro a questa apocalisse sanitaria. Nel Presepe, non nell’albero, è il segno cristiano per eccellenza. Lo dico da artista-cristiano. Nel Natale-Covid, ristretto e chiuso nelle mura di casa, un segno che da consolazione … senza viaggi, cenoni, veglioni nella propria città. La bellezza e la natura, saranno le cose da desiderare, quando saremo liberi da questo virus».

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