Si è risolta fortunatamente senza gravi conseguenze ma con tanto spavento, la disavventura di un ciclo-amatore che stava percorrendo in solitario un vallone dove scorre il torrente Marcellino nei pressi del Motel Megara, quando improvvisamente da dietro un fitto canneto è sbucato un cinghiale femmina di media taglia con i suoi cuccioli pronto ad attacarlo.
Il cicloamatore, istintivamente si è fermato e ha urlato nel tentativo di spaventare l’animale e farlo scappare, ma il cinghiale non ha esitato dal puntarlo nel tentativo di attaccarlo più volte. “Sono sceso prontamente dalla bici e l’ho messa a protezione tra me e l’animale – ha commentato Seby Piazza, il ciclista protagonista della disavventura – e dopo che il cinghiale mi ha caricato due volte si è fermato, in quel momento ho colto l’occasione per lasciare la bici a terra e arrampicarmi di tutta fretta sopra un costone roccioso e mettermi al riparo.
Questa mia decisione è servita per mettermi al riparo ed allontanarmi dall’animale. Nello stesso tempo però, il tentativo frettoloso di scalare la roccia mi ha procurato delle escoriazioni alle braccia. Naturalmente ho evitato di ritornare sul sentiero e riprendere la bici per paura di incontrarlo nuovamente, solo successivamente ho ripreso il cammino in bici e scalato la collina sopra le sponde del torrente e sono sbucato vicino la diga Ogliastro, e posso dire che mi è andata bene”.
“Racconto questa mia disavventura purchè serva come avvertimento a chi si avventura da solo a raccogliere asparagi o a fare trekking nelle vallate dove scorrono i nostri fiumi Marcellino, Mulinello e Porcaria”.
La provincia di Siracusa sta vivendo una vera e propria emergenza faunistica legata alla sovrappopolazione dei cinghiali, che con la loro presenza, estesa ormai dalla Valle dell’Anapo fino alle aree urbane di paesi come Solarino, Floridia, Sortino e dintorni, si sta spingendo fino alle porte di Siracusa.
Questi animali, si sono moltiplicati rapidamente e hanno iniziato a colonizzare territori sempre più ampi. Non avendo predatori naturali e la stessa caccia è limitata a pochi mesi dell’anno, sono ormai presenti in tutte le vallate dove scorrono i corsi d’acqua, facendo razzia di coltivazioni e talvolta mettendo anche a serio pericolo gli amanti della natura che percorrono i sentieri e le vallate in bici o a piedi.
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