Il presidente della regione Renato Schillaci ha nominato tre nuovi assessori nella giunta di governo.
Dopo tanto parlarne è arrivato quasi all’improvviso l’atteso rimpasto alla Regione.
Daniela Faraoni lascia l’assessorato alla Salute che rimane però saldamente nelle mani di Forza Italia, rientra all’assessorato alla Famiglia la Dc Nuccia Albano, che era stata rimossa assieme ad Andrea Messina dopo la tempesta giudiziaria che aveva colpito a fine dell’anno scorso il suo partito.
Albano, che ha vinto la concorrenza del vice capogruppo del suo partito Ignazio Abbate, è medico legale, perito e consulente di Tribunali e Procure della Sicilia.
Alla Salute arriva Marcello Caruso di Forza Italia, ritenuto particolarmente vicino a Schifani, che fio a pochi giorni fa è stato il segretario regionale del partito, nominato dall’allora presidente Silvio Berlusconi.
Caruso ha nel suo curriculum l’esperienza di assessore comunale e provinciale a Palermo, di presidente della municipalizzata Amia e amministratore unico della Sas.
Nuovo ingresso all’assessorato della Funzione pubblica e delle autonomie locali, che era stato affidato all’altro Dc Andrea Messina.
L’assessorato va ora a Elisa Ingala di Grande Sicilia, con gli autonomisti che vincono così la battaglia per la rivendicazione del secondo posto in giunta, dopo quello occupato dall’assessore all’Energia Colianni.
Ingala è una commercialista, che è stata assessore comunale a Caltanissetta e amministratore giudiziario di aziende sottoposte a sequestro preventivo.
I tre neo assessori giureranno a Sala d’Ercole nella prossima seduta utile dell’Ars.
Assegnati quindi i due assessorati che dopo l’allontanamento della Democrazia cristiana dal governo, erano stati guidati ad interim dallo stesso presidente della Regione, che ha commentato le nomine.
“Si ripristina la giunta al completo condizione per proseguire con ancora maggiore efficacia, in quest’ultima parte della legislatura, l’azione amministrativa e dare piena attuazione agli impegni assunti con i siciliani.
Un ringraziamento particolare a Daniela Faraoni per il lavoro svolto in questo anno con impegno e competenza alla guida dell’assessorato della Salute”.
Il rimpasto della giunta è arrivato dopo la visita in Sicilia di Arianna Meloni e Giovanni Donzelli, che hanno riunito parlamentari, amministratori e militanti di Fratelli d’Italia.
È di fatto venuta meno la rivendicazione dell’assessorato alla Salute e si è registrato un ammorbidimento sulla questione morale, al punto che non sono state richieste le dimissioni dell’assessora al Turismo Amata, rinviata a giudizio per corruzione, che rimane al suo posto.
Altro elemento di questa settimana è stato il rientro all’Ars di Giuseppe Castiglione, che era stato sospeso dopo l’arresto avvenuto nel febbraio 2025 con l’accusa di voto di scambio nell’ambito dell’operazione Mercurio.
Nei giorni scorsi il Gup del Tribunale di Catania, su richiesta dei legali di Castiglione, aveva disposto la revoca degli arresti domiciliari.
Il suo posto all’Ars era stato preso, in qualità di deputato supplente, da Alessandro Porto, primo dei non eletti, che aveva però subito lasciato Grande Sicilia per passare a Fratelli d’Italia.
Con il rientro di Castiglione Grande Sicilia torna ad avere sette deputati e Fratelli d’Italia ne perde uno, e da 12 passa a 11.
Difficile pensare che il cambio di atteggiamento di FdI e i nuovi equilibri all’Ars non abbiamo aperto la strada alla decisione di accelerare il rimpasto.
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