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Lentini | Discarica Scalpello, il Comitato per la sanità pubblica: «Musumeci rispetti le promesse»

24 Ottobre 2020 | by Silvio Breci
Lentini | Discarica Scalpello, il Comitato per la sanità pubblica: «Musumeci rispetti le promesse»
Attualità
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Avanza l’iter del progetto presentato dalla Gesac, nonostante proteste, vertici e petizioni. Il Comitato: «Le nostre popolazioni hanno bisogno di fatti e scelte coerenti del governo regionale». A giorni la consegna della petizione.

Il progetto che avanza. Va avanti l’iter per la realizzazione di una nuova discarica in contrada Scalpello. Va avanti nonostante le proteste di comunità e istituzioni locali. Va avanti nonostante le rassicurazioni di Musumeci che nei giorni scorsi, incontrando a Catania i sindaci di Lentini, Carlentini e Francofonte, aveva promesso: «Il governo regionale osserverà prudenza e massimo rigore, fino alla sospensione dei procedimenti autorizzativi, per quei progetti di ampliamento di discariche presentati da società destinatarie di misure giudiziarie». A denunciarlo è il Comitato unitario per la sanità pubblica, promotore di una petizione popolare contro il progetto di discarica presentato dalla Gesac, società della famiglia Leonardi finita sotto i riflettori della magistratura nell’ambito dell’inchiesta “Mazzetta Sicula”.

«Impianto fondamentale per la gestione della situazione emergenziale». «Il 7 ottobre – scrive in una nota il Comitato – è stato pubblicato dall’amministratore giudiziario della Gesac Srl, di cui era legale rappresentante Agata Leonardi, l’avviso al pubblico con il quale si comunica di aver richiesto tutte le autorizzazioni necessarie per la realizzazione di una discarica in contrada Scalpello dove andrebbero abbancati ben 2.752.538 metri cubi di rifiuti speciali. Nell’avviso è scritto che “il progetto rappresenta un impianto di pubblica utilità e di fondamentale importanza per la corretta gestione della continua situazione emergenziale regionale legata al deficit impiantistico attuale”».

Per la Gesac “area idonea allo scopo”. Per il Comitato unitario per la sanità pubblica della zona di Lentini, dunque, l’area di contrada Scalpello è considerata dalla Gesac idonea allo scopo anche perché “era destinata alla realizzazione di una discarica per scarti del termovalorizzatore” che doveva costruirsi nel 2004 ad Augusta. «Se andava bene per gli scarti del termovalorizzatore, è il ragionamento della Gesac, a maggior ragione può andare bene per una discarica che diventa strategica nel sistema di smaltimento integrato dei rifiuti della Sicilia orientale» denuncia il Comitato.

L’emergenza che giustifica tutto. «“Il governo regionale è al nostro fianco contro ampliamenti o realizzazioni di nuove discariche” ha affermato il sindaco di Lentini Saverio Bosco in un post del 6 ottobre scorso. Ci auguriamo che sia così. Ma non dobbiamo abbassare la guardia. L’emergenza è, purtroppo, una brutta bestia e spesso giustifica tutto, anche le violenze più ostinate nei confronti di un territorio già fin troppo martoriato» prosegue il Comitato.

Il nostro territorio ha già dato. «Le nostre popolazioni – si legge ancora nella nota – hanno bisogno di fatti e di scelte coerenti da parte del governo regionale. Dovrebbe innanzitutto essere chiaro che “ai fini della valutazione di compatibilità ambientale si dovrà tenere conto, in particolare, dell’elevata concentrazione nel territorio prescelto di altre discariche in esercizio o esaurite, e della presenza, anche in territori limitrofi, di impianti ad alto rischio d’inquinamento […]”. Lo dice l’ordinanza numero 3334 del 23 gennaio 2004 del Presidente del Consiglio dei ministri, giustamente richiamata dalla deliberazione della giunta di Lentini numero 104 del 9 ottobre, con la quale si esprime parere contrario alla realizzazione della discarica. Il nostro territorio ha già dato. E non è più disposto ad accettare ampliamenti, nuove discariche e impianti di trattamento dei rifiuti di qualunque natura. Al presidente Musumeci al quale presto consegneremo le migliaia di firme raccolte con la nostra petizione popolare – conclude la nota del Comitato unitario per la sanità pubblica – chiediamo di rispettare le promesse fatte».

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